giovedì 31 dicembre 2009

un nuovo trend dell’immobiliare, l’acquisto e l’affitto in condivisione

quando l’obiettivo della casa di proprietà è ancora un sogno e l’affitto è troppo caro, la condivisione è l’unica strada possibile

l’indagine di idealista.it sugli affitti in condivisione conferma questa tendenza: 26 anni l’età media dei “conviventi” milanesi, 25 anni per chi divide casa nella capitale. ciò significa che il fenomeno della condivisione non riguarda solo studenti e sempre più spesso persone al primo impiego o il cui reddito non consente di sostenere affitti troppo alti si trovano a dover ricorrere a questa alternativa

una soluzione che non può neppure essere definita a buon mercato, infatti affittare una stanza nel capoluogo lombardo costa in media 446 euro al mese, contro i 434 euro al mese necessari per condividere casa a roma

in inghilterra, dove il fenomeno è già molto diffuso, esistono diversi portali dedicati a chi cerca/offre casa in condivisione. a volte questi siti si presentano in modo davvero originale: è il caso di flatnightfever.co.uk, social network dedicato a chi – per scelta o (quasi sempre) per necessità –deve condivide lo spazio abitativo con altri nella “forbidding london”

la società organizza anche degli incontri settimanali per fare conoscere gli iscritti al sito che possono così procedere a una prima selezione per evitare convivenze infelici e problematiche, per chi cerca casa è infatti importante poter definire da subito come dovrebbe essere il futuro coinquilino. secondo gli utenti di idealista.it il compagno/a di appartamento ideale non deve possedere animali domestici (77%), poche preclusioni per i fumatori (si dice indifferente il 69,5% degli iscritti al sito), mentre per quanto riguarda il sesso del coinquilino, si tende a preferire quello di sesso opposto (50,5%)

oltre ai siti interamente dedicati ai “co-letters” – i coinquilini - dal regno unito arriva una nuova tendenza che è quella dei siti web dedicati al “co-buying”, cioè la condivisione dell’acquisto di un immobile, dove gli utenti possono trovare i loro partner ideali per l’acquisto condiviso, una sorta di joint venture per la casa

co-buywithme.co.uk è interamente dedicato a questo genere di attività; ukpropertyclub.co.uk, si rivolge invece a tre tipi di utenza: “co-acquirenti”, “co-investitori” e coinquilini; propertyfriends.co.uk è pensato soprattutto per coloro che affrontano per la prima volta l’acquisto della casa – i cosiddetti “first-time buyers” – e decidono di farlo in condivisione

FormnaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.idealista.it

mercoledì 30 dicembre 2009

Bilancio settore Immobiliare/casa 2009

IMMOBILIARE: CONTINUA IL SEGNO MENO; SEGNALI DI INVERSIONE A FINE 2010.
MA I NUOVI INVESTITORI SONO "ALLA FINESTRA"


Bilancio 2009 e prospettive 2010 per Milano, Roma, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari.

Colombo Clerici: « Basta costi politici sugli immobili.
Non è il momento per penalizzare il mercato con riclassamenti catastali, certificazione energetica ed opere obbligatorie di ammodernamento e sostituzione degli impianti tecnologici non strettamente necessarie. "

La programmazione urbanistica comunale, se errata, puo' provocare scompensi nell'economia del settore ed aggravare le conseguenze della crisi.


Milano, 29 dicembre 2009

- Secondo un sondaggio di fine anno, il 13% degli italiani vede la ripresa nel 2010 (i pessimisti sono molti di più, il 39%).
Ma la grande maggioranza, il 71%, se potesse, investirebbe nel mattone.

E’ questa, in sintesi, la speranza del settore immobiliare nel 2010.
Che vedrà ancora un calo, sia pure ridotto rispetto al biennio 2008-2009, in valori e compravendite nel primo semestre, per stabilizzarsi e cominciare la ripresa nel secondo semestre - ma solo per immobili di qualità - a partire dai due più grandi mercati nazionali, Milano e Roma.

Possibile ma settoriale ripresa anche per Venezia e Firenze e per il centro di Torino, Genova e Bologna; però al sud, con Napoli, Bari e Palermo in testa, attesi ulteriori ribassi dei prezzi. Stabile Cagliari.

In sofferenza ancora gli hinterland delle grandi città, dove occorrera' almeno un paio d’anni per assorbire l’invenduto anche per l’eccesso di produzione (il nuovo sconta cali di prezzo anche del 20-30%).

« Non è certamente il momento di penalizzare il mercato – afferma il Presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici - come sta avvenendo con le riclassificazioni degli immobili (ed i conseguenti aumenti delle rendite catastali) e con le nuove disposizioni nazionali e regionali in materia di certificazione energetica (che hanno provocato una corale levata di scudi dell’intero settore) e di obblighi di ammodernamento e di sistituzione di impianti tecnologici per nulla obsoleti, ma semplicemente non allineati agli standards prestazionali più evoluti.

Non è ragionevole che , mentre i valori immobiliari sono in calo, si continui imperterriti, da parte dei governanti, ad aumentare la pressione fiscale ed il carico parafiscale sugli immobili stessi.

Cio'in quanto molti fra gli obblighi imposti comportano interventi non rispondenti a comprovate esigenze tecniche, bensi sono collegati al perseguimento di obiettivi sociali generali, estranei alla condizione dell'immobile stesso.

La crisi economica non si combatte solo facendo lavorare i cantieri ed i professionisti, ma anche non caricando gli immobili di costi politici. »


I valori, dunque, sono tornati ad essere quelli degli inizi del 2000, in ripresa rispetto alla crisi 1993-1998, ma lontani dai picchi del 2007:

quest’anno, nel residenziale,

-compravendite -14%,
-prezzi -7%, che si somma al – 14% del biennio 2008-2009.

L’unico dato positivo, mentre non decolla il Piano Casa, viene dal record di ristrutturazioni, 430.000 (quasi il 20% in più del 2008), in testa la Lombardia e - con l’eccezione di Roma - tutte città del nord.

A soffrire maggiormente, nonostante i tassi dei mutui siano al minimo storico (2% il variabile), gli alloggi sotto i 250.000 euro, destinati alla “fascia povera” – giovani ed immigrati - più duramente colpita dalla crisi e dalla stretta delle banche.

Ciò condiziona, ovviamente, anche le locazioni, in calo per il quarto anno consecutivo, con una media annua di meno1,5-2%.

* * * *

Aumento dell'offerta, contrazione della domanda

Per quanto riguarda gli uffici, il 2009 si conclude con una contrazione del mercato del 45% a Milano e a Roma “solo” del 15% (consegurnza del minor dinamismo del mercato della "piazza" romana), mentre gli affitti si riducono del 5.9% nel centro a Roma (480 euro/mq) e del 7.3% a Milano (510 euro/mq).

Il settore rimarrà sotto pressione: in aumento le rinegoziazioni dei contratti in corso, mentre gli operatori economici continueranno a ridurre gli spazi occupati.

Resta aperto, in particolare a Milano, il serio problema della collocazione sul mercato di milioni di metri cubi di immobili ad uso terziario realizzati negli anni scorsi ed attualmente ancora in attesa di essere utilizzati: si pone per gli stessi la prospettiva di riconversione ad usi più attuali.

Ma certamente questa situazione deve far riflettere sulla scarsa ragionevolezza, per non dire scarsa saggezza amministrativa, insita in una programmazione anche pubblica di operazioni edilizie che non abbiano alcuna correlazione con verificate esigenze del mercato.

La passata esperienza dimostra che il semplice interesse dell'investitore a "varare" una certa operazione immobiliare, non è garanzia sufficiente a verificare la rispondenza della stessa alla domanda di mercato.

E cio' va tenuto presente dal pianificatore urbanistico , nel momento in cui si accinge a attuare un piano di governo del territorio ( è prevista la votazione del documento da parte del Consiglio Comunale di Milano l'11 gennaio prossimo) che si fonda sul principio della assoluta flessibilita' della programmazione urbanistica.

Le operazioni immobiliari, avulse da un contesto di economicita', producono inaccettabili scompensi all'interno dell'economia cittadina del settore.


Nell'ambito del residenziale, il completamento di nuovi progetti comporterà un ulteriore aumento della offerta, prevalentemente in acquisto; ma con l' effetto prospettico di un ulteriore calo della domanda di locazione.

Nella sola citta' di Milano i grandi progetti edilizi in fase di attuazione, prevedono una produzione di oltre 5.000 nuovi alloggi molti dei quali rientranti in un certo standard qualitativo.


* * *


Errate politiche abitative


Il mercato immobiliare, ancora in gravi anche se non drammatiche difficoltà, denuncia ancora una volta l’assenza di una razionale politica per la casa.

Due dati la riassumono: in Lombardia, a fronte di 50.000 ( 250.000 a livello nazionale) alloggi ultimati nell'anno o in fase di ultimazione e quindi disponibili sul mercato della compravendita, 100.000 famiglie (30.000 a Milano) sono alla ricerca di una casa dignitosa che non possono permettersi, né in proprietà, né in locazione.

E ancora: oltre 60.000 sono in regione le famiglie che non riescono a pagare l’affitto, ma i fondi per l’affitto sociale a disposizione ne accontenteranno un decimo.

Come è ormai tradizione, governo centrale e amministrazioni locali poco o nulla hanno fatto, lasciando la proprietà edilizia privata sola a fronteggiare oneri sociali che non le competono.


E veniamo così alla vana promessa di più governi: avvicinare la tassazione dei redditi da locazione a quella delle rendite finanziarie, introducendo una cedolare secca al 20%.

Non se ne è fatto niente, preferendo impiegare oltre 3 miliardi di euro per un'esenzione ICI che avrebbe dovuto esser realizzata senza incidere, come invece è avvenuto, sui bilanci dei comuni; in altri termini attraverso il meccanismo della detraibilita' fiscale dell'ICI pagata dalle imposte erariali e non mediante una semplice abolizione dell'obbligo tributario, che priva direttamente i comuni del gettito fiscale.

In tal modo, inducendo i comuni a calcare la mano sui contribuenti rimasti a pagare l'ICI, si è penalizzato chi concede case in locazione; il cui reddito, al netto di tasse e di costi di manutenzione, spese ed oneri parafiscali , si va progressivamente riducendo.

La carenza di alloggi in locazione costituisce, non solo un dramma per decine di migliaia di famiglie, ma pure l’ostacolo più serio alla mobilità dei lavoratori che sempre più sono costretti a recarsi dove il lavoro c’è, ma dove sono di fronte al problema di trovare casa ad affitti accessibili.

Problema questo che riguarda anche gli studenti universitari ( a Milano ad esempio 46.000 su un totale di 175.000 provengono da altre città ).

* * *

Le proposte

– Innanzitutto tassare l'immobile per il reddito che produce, anziché per il suo valore di mercato;

- equiparare la tassazione dei redditi immobiliari a quella delle rendite finanziarie;

- quindi attuare forme e formule per agevolare la locazione e una collaborazione tra operatori pubblici e privati: in Francia, il 23 dicembre, la pubblica amministrazione e un’associazione che aiuta i meno abbienti a trovare casa hanno stipulato un accordo secondo il quale l'ente pubblico garantisce l'esatto adempimento degli obblighi contrattuali degli inquilini .

-Infine, rinnovare l’accordo sindacale proprietari-inquilini sul cosiddetto contratto di locazione concordato-agevolato, fermo a Milano dal 2002.




FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Comunicazione Assoedilizia
Tel 3487118649 - www.assoedilizia.com

lunedì 28 dicembre 2009

Commento al "fondo" di Romano Prodi sul Messaggero del 24 dicembre 2009 di Achille Colombo Clerici - presidente di Assoedilizia

Il Messaggero in data 24 dicembre pubblica una pregevole analisi di Romano Prodi sul tema della crisi economica,con interessanti riflessioni a proposito dei rapporti con il mercato immobiliare.

La tesi esposta in esordio, senz'altro valida con riferimento ai fenomeni intervenuti soprattutto in America, calata nella situazione italiana, merita qualche considerazione aggiuntiva.


È probabile che la sfiducia e la preoccupazione delle famiglie da noi non siano collegate direttamente alla percezione del calo dei valori immobiliari; pur essendo quello nella casa l'investimento di gran lunga più diffuso nel nostro paese.


1- perche'la percezione della crisi in atto, per chi utilizza la casa per uso proprio, non è operatore economico del settore e non ha dovuto in questo periodo affrontare una transazione particolare, probabilmente non si è ancora concretizzata.

Essendo essa solo il riflesso della percezione relativa al calo di altri valori patrimoniali.

Quanto alla redditivita' dell'investimento immobiliare,poi, nella maggioranza dei casi essa non si è ancora ridotta.

2-perche' cio' che ha allarmato, in prima battuta, le famiglie risparmiatrici ( e nel nostro paese tale realta' è più rilevante che in altri paesi europei) è stato, da un lato il grande clamore mediatico relativo al possibile scoppio di un crack finanziario a livello mondiale, con il rischio di perdere in tutto o in parte i propri averi; e comunque, d'altro lato, il ridimensionamento effettivo ( questo si', verificato in tempo reale - caratteristica d'altronde propria dei patrimoni mobiliari ), della consistenza patrimoniale e della stessa redditivita'.

3-la percezione quotidiana del dilagare della crisi economica, si è poi legata alla preoccupazione, vissuta direttamente o indirettamente, del mantenimento di salari e stipendi, nonche' del posto di lavoro ed alla preoccupazione generata dalla riduzione dell'attivita' economica nei campi produttivo-commerciale-professionale.

4- certo è che il superamento della crisi economica passa a sua volta anche attraverso il superamento del cambio di mentalita' che si è nel frattempo prodotto.

Perche' la percezione dell'impoverimento generale ha generato in molti il passaggio dalla mentalita' dell'acquisto del superfluo a quella dell'acquisto del necessario; e sara' difficile ritornare rapidamente indietro.

E quindi la ripresa dei consumi dovra' necessariamente fare i conti anche con questo passaggio.

Autore: Achille Colombo Clerici - presidente di Assoedilizia - www.assoedilizia.com

lunedì 21 dicembre 2009

Fiaip vede un cauto ottimismo per il 2010

«Per gli agenti immobiliari - dichiara Paolo Righi, Presidente nazionale Fiaip - si può affermare che è iniziata una “piccola ripresa” ed é terminata la contrazione delle transazioni e la diminuzione del calo dei valori di compravendita in particolare per le abitazioni di pregio e nelle zone di maggior valore.
Il calo dei prezzi registrato quest’anno nel mercato immobiliare non è ancora accompagnato da misure legislative per il rilancio del mercato degli affitti o da detrazioni fiscali per chi vuole investire nel mattone come bene di rifugio».
L’Ufficio Studi Fiaip ritiene come la ripresa del mercato immobiliare nel 2010 resta ancora condizionata alla espansione dell’economia e del credito, all’andamento della occupazione, alle aspettative di nuove norme legislative a favore dell’accesso alla casa, agli sgravi e alla riduzione della forte imposizione fiscale sui redditi degli immobili.

Secondo Luciano Passuti, Past President Fiaip e Responsabile dell’Osservatorio Immobiliare Urbano: «la situazione congiunturale, il quadro economico e la recessione incideranno sostanzialmente sull’andamento del mercato immobiliare del 2010. La criticità del sistema finanziario e le difficoltà nella erogazione del credito influenzeranno la ripresa del mercato delle compravendite e lo stesso sistema occupazionale, che per ora sembra non si aggravi nel nostro paese, inciderà sulla ripresa del mercato, così come la fiducia degli investitori».
Per Fiaip le politiche per la casa, gli incentivi e gli sgravi fiscali non hanno però ancora trovato conferma dal legislatore nonostante fossero stati annunciati come elementi anticongiunturali, anche da esponenti del governo.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

sabato 19 dicembre 2009

knight frank: i prezzi delle case nel mondo tornano a salire

Secondo i dati dell'agenzia immobiliare knight frank global house i prezzi delle case sono saliti un po' ovunque nel terzo trimestre del 2009. nel 68% degli stati analizzati si segnalano incrementi importanti, in israele (+13,7%), come in austria e a malta. nel secondo trimestre l'aumento dei prezzi aveva riguardato il 50% degli stati analizzati nell'anno i corso. segno negativo per italia - il cui indice dei prezzi immobiliari è sceso del 3,5% -, germania, regno unito e spagna. la maglia nera va a dubai, con un meno 47%. secondo knight frank non si può ancora dire che l'immobiliare sia uscito dalla crisi dato che la strada è ancora lunga a non priva di difficoltà, come dimostrano le situazioni debitorie di dubai e della grecia.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Bollettino Idealista (www.idealista.it)

giovedì 17 dicembre 2009

Business Plan 2010 per Agenti immobiliari Professionali

FormaReal Estate è felice di annunciare a tutti gli agenti immobiliari professionali di aver aggiunto un'altro efficace ed utile strumento pratico sul sito www.formarealestate.it, all'interno dell'area RISORSE GRATUITE: il Business Plan 2010 per Agenti immobiliari Professionali.

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Pubblicato da: FormaReal Estate
Autore: Salvatore Coddetta

martedì 15 dicembre 2009

Tecnocasa analizza il mercato di Milano

Nel primo semestre del 2009 le quotazioni immobiliari di Milano sono diminuite dell'1,7%.
Nella prima parte del 2009 le quotazioni delle zone centrali rilevano stabilità (+0,1%), con un lieve incremento nel Quadrilatero dove la domanda per soluzioni di particolare prestigio e la bassa offerta esistente hanno permesso, in taluni casi, la realizzazione di vendite a prezzi al di sopra della media. In questo primo periodo dell'anno la zona più dinamica è stata quella intorno al Duomo, che ha visto muoversi prevalentemente investitori alla ricerca di piccoli tagli da mettere a reddito. Infatti il bilocale (da 45 a 75 mq) è stata la tipologia più compravenduta. Il range dei prezzi in questa zona va da 5000 a 9000 Euro al mq. Molte compravendite si sono realizzate in via Torino e nelle sue traverse perché i prezzi sono più accessibili rispetto alle altre zone limitrofe e perché i proprietari si sono dimostrati più propensi a trattare sul prezzo, consci del fatto che ci sono problemi legati al traffico e ai numerosi locali commerciali presenti. Chi decide di affittare l'immobile spesso sceglie come inquilini gli studenti; infatti sia l'Università Cattolica che la Statale sono facilmente raggiungibili. Completamente diversa la situazione in Brera, dove c'è ancora molta difficoltà a fare incontrare domanda ed offerta. Coloro che in questi primi mesi del 2009 hanno voluto vendere un immobile difficilmente hanno rivisto i prezzi della richiesta, che i potenziali acquirenti non sono più disposti a pagare. Tra questi anche persone che avevano acquistato nel periodo del boom immobiliare e che puntano almeno a recuperare l'investimento fatto. Difficilmente in questa zona si vende al di fuori di 6000-10000 Euro al mq e, diversamente dalla zona del Duomo, le compravendite sono realizzate quasi esclusivamente per uso proprio, soprattutto con destinazione migliorativa.
Sul mercato delle locazioni si registra un rallentamento della domanda in parte spiegabile con l'esistenza di canoni di locazione elevati che spingono i potenziali conduttori a spostarsi in zone poco più lontane dal centro dove i valori sono più bassi.
Stabili le quotazioni nella zona che si sviluppa intorno a via Solferino, corso Como e corso Garibaldi.
Al momento il mercato appare rallentato, con tempistiche di vendita più lunghe e con potenziali acquirenti che dopo aver visionato anche più volte l'immobile a volte rimandano l'acquisto.
I proprietari non sempre sono disposti a cedere sulle loro richieste iniziali anche perché spesso si tratta di appartamenti ereditati o di ulteriori case di proprietà che non si ha necessità di vendere.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

venerdì 11 dicembre 2009

Reag, le previsioni per il 2010

Oggi più che mai l'andamento del mercato immobiliare è strettamente legato a quello macroeconomico: fino a quando gli indicatori economici non si stabilizzeranno sul segno positivo almeno per un semestre non si potrà dire che la crisi sia finita. Probabilmente una vera ripresa ci sarà nel secondo semestre del prossimo anno mentre per ritornare ai livelli del 2007 si dovrà aspettare il 2015. Alla fine quindi la ripresa ci sarà ma sarà lenta. Sui mercati residenziali e commerciali pesano poi moltissimo le previsioni relative al mercato del lavoro: in tutte le economie avanzate si prevede un innalzamento del tasso di disoccupazione e ciò influisce direttamente sulle decisioni di spesa delle famiglie. Una contrazione di prezzi e di vendite potrebbe prolungarsi fino ai primi mesi del prossimo anno.La maggior parte degli indici azionari legali all'immobiliare mostra oggi, rispetto a un anno fa, performance positive e addirittura sulle due cifre per molti indicatori. Nel valutare questo dato non bisogna però dimenticare che proprio dall'ottobre dello scorso anno i listini di borsa hanno subito un deciso tracollo che in tutto il Mondo ha raggiunto il picco negativo nella primavera dell'anno in corso.Gli indici positivi indicano sicuramente che il mattone quotato ha ricominciato ad attrarre gli investitori: le previsioni su una prossima fine della crisi economica contribuiscono ad alimentare la fiducia ma le performance si mantengono su livelli molto lontani da quelli che si registravano nell'ottobre del 2006 o anche nel settembre del 2008. Si ricomincia a investire in questo tipo di titoli ma con cautela così come succederà anche per il mercato immobiliare “reale” non appena le banche riapriranno le linee di credito. Il mercato azionario è quello più sensibile al reale andamento dell'economia: la pubblicazione di un qualsiasi indice negativo si riversa il giorno stesso sugli indici azionari che immediatamente registrano perdite e arretramenti. Il mercato immobiliare per sua natura non può essere così volatile tuttavia nelle economie eccessivamente finanziarizzate, come quella americana e quella inglese, si è verificato una sorta di allineamento tra l'andamento degli indici azionari e il mercato vero e proprio. In un'economia come quella italiana, dove la produzione industriale e quella agricola compongono ancora un 26% del PIL, il valore degli immobili non ha subito decrementi a due cifre ma solo lievi correzioni al ribasso. In Italia la crisi si è riversata sul numero di transazioni che sono bruscamente frenate. Gli italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori: solo il 30% delle famiglie acquista casa tramite mutuo. Chi deve vendere non ha generalmente necessità di farlo in tempi brevi: può aspettare momenti di mercato più favorevoli. Il tasso di debito delle famiglie italiane è pari al 57%.Negli USA il tasso di risparmio è prossimo allo 0% e quello di debito supera il 100% del reddito: questo comporta che la situazione economica di moltissime famiglie americane è legata all'andamento del mercato finanziario, se non altro attraverso indicatori quali i tassi interbancari che sono legati a doppio filo al quadro macroeconomico sia delle singole economie che di quella internazionale.

Le tendenze del mercato secondo Reag

RESIDENZIALE

Nei prossimi 6 mesi il numero di compravendite dovrebbe ricominciare a crescere: anche nelle zone periferiche delle città non si dovrebbero registrare ulteriori segni negativi nel volume degli scambi mentre continua a diminuire il numero di abitazioni acquistate tramite mutuo a causa della difficoltà delle famiglie nell'accedere al credito. Per quanto riguarda i prezzi non si dovrebbero registrare ulteriori ribassi: nella prima parte del 2010 si prevede una sostanziale stasi sui livelli raggiunti a fine 2009.

TERZIARIO

Nei prossimi 6 mesi si potrebbe registrare un'ulteriore contrazione delle compravendite e un'ulteriore allungamento dei tempi medi di vendita generalizzato a tutte le zone delle città. I valori di compravendita, così come i canoni, si dovrebbero stabilizzare sui valori raggiunti a fine 2009 ma solamente nelle localizzazioni urbane più favorevoli. Il tasso di sfitto continuerà a crescere.

COMMERCIALE

Nei prossimi 6 mesi i valori potrebbero subire ulteriori contrazioni mentre il numero degli scambi non dovrebbe mostrare ulteriori diminuzioni. La domanda rimane elevata solamente per le zone di pregio dei centri delle grandi città dove l'offerta è però scarsa e le compravendite quindi minime. I nuovi sviluppi di centri commerciali rallentano; il tasso di vacancy delle strutture con un bacino d'utenza consistenze resta stabile mentre cresce per gli immobili localizzati in posizione sfavorevole e che non si sono rinnovati.

INDUSTRIALE

il mercato degli immobili industriali continua ad essere caratterizzato da un'offerta di qualità notevolmente inferiore rispetto a quanto richiesto dalla domanda; il sottodimensionamento dello stock si rileva soprattutto al Sud. I prezzi e i canoni per gli immobili nuovi e localizzati nei pressi delle principali arterie stradali dovrebbero rimanere stabili mentre per il restante patrimonio il mercato è previsto in deciso rallentamento per tutto il 2010.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: Newspages - informazione immobiliare gratuita

Autore: Leo Civelli - CEO di REAG Europe

mercoledì 9 dicembre 2009

Nuova ondata di Accertamenti catastali in arrivo dalla Agenzia del Territorio di Milano

NUOVA ONDATA DI ACCERTAMENTI CATASTALI
Colombo Clerici: “La prima fase dell’operazione del 2008 ha portato a un incremento dell’ICI pari a 16 milioni”

Milano, 9 dicembre 2009 - Mentre i prezzi degli immobili sono in deciso calo assieme ai valori delle locazioni, nel comune di Milano una nuova ondata di notifiche di avvisi di accertamento catastale si profila all'orizzonte, ad opera della Agenzia del Territorio, dopo l'ondata della fine 2008 che ha interessato circa 30.000 unità e 14.000 proprietari. Fra gli accertamenti in partenza, sembra siano compresi anche molti riguardanti gli immobili appartenenti a soggetti (fra questi, società immobiliari, banche e compagnie di assicurazione) risparmiati nella prima fase.
Secondo dati forniti dall’Agenzia del Territorio ed elaborati dal Centro studi fiscali di Assoedilizia, gli accertamenti 2008 hanno prodotto un incremento di gettito ICI, per le sole nuove A1, di oltre 7 milioni di euro. In particolare è stata attribuita la categoria A1 -signorile- a circa 1.600 unità prima censite in altre categorie, con un incremento di rendita di 8 milioni di euro (dato agenzia del Territorio-Roma) e conseguente imponibilità ai fini ICI. Il prelievo fiscale, che ha toccato anche altre classi di immobili, è risultato incrementato dall'aumento complessivo delle rendite pari a 44 milioni: sicchè si può stimare che l'incremento totale del gettito ICI derivante dall'operazione di revisione delle rendite catastali possa ascendere a circa 16 milioni.

Oltre 1.000 i ricorsi presentati dai proprietari: un numero certamente notevole, se consideriamo che i ricorsi possono essere cumulativi e quindi riguardare un numero plurimo di accertamenti relativi ad altrettante unità immobiliari.
Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici commenta:
«Si tratta di un'operazione arbitraria ed iniqua, ispirata dal Comune di Milano e messa in atto dall’Agenzia del Territorio, decisamente sperequativa, soprattutto in un periodo di crisi economica, nel quale, alle difficoltà del mercato, si accompagna una sensibile discesa dei valori immobiliari. Inoltre tale azione amministrativa congiunta non è trasparente; avviene senza notifica agli interessati del procedimento in corso e alla chetichella, senza che i mezzi di comunicazione vengano informati.

L'Agenzia del territorio, peraltro, nell' accertare i valori immobiliari ai fini impositivi, dovrebbe tener conto delle situazioni reali in cui si trovano gli immobili stessi; e così dovrebbe rilevare la presenza di vincoli od oneri che ne riducano il valore in caso di alienazione, quali ad esempio i rapporti di locazione in essere. La differenza di valore può essere del 30-40 % .
Ma ciò non avviene: gli immobili sono tassati sulla base di valori pieni (anche se valgono di meno in quanto locati) rilevati in relazione anche a dati riguardanti le compravendite di immobili liberi e con riferimento temporale ad un periodo nel quali i prezzi erano in progressiva ascesa”.

FormaReal Estate ha tratto questa notizia da: www.assoedilizia.com

sabato 5 dicembre 2009

Nessuna bolla immobiliare. In arrivo due anni di crescita

Secondo gli operatori del settore contattati da Banca d'Italia i prossimi due anni saranno caratterizzati da una crescita positiva del settore. A rivelarlo il 60% degli agenti coinvolti nel consueto sondaggio di Palazzo Koch


Stabile la quota di operatori che ha vendutto almeno un immobile (65%). Stabili i tempi medi che intercorrono tra il conferimento dell'incarico e la vendita effettiva (6-7 mesi). Stabile la percentuale di compravendite portate a termine grazie all'accensione di un mutuo (69%).

E' questo lo scenario che emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotto da Banca d'Italia tra il 5 e il 27 ottobre, e relativo all'andamento del terzo trimestre 2009.

Non solo. "Nel terzo trimestre del 2009 il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si è ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente)" si legge nel report di Palazzo Koch sal quale emerge, soprattutto un ritrovato ottimismo tra gli operatori. " Le agenzie segnalano per il trimestre in corso una notevole attenuazione del pessimismo circa le condizioni del proprio mercato di riferimento: il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli”, dopo il temporaneo, forte peggioramento osservato nel trimestre primaverile (-22,6 punti percentuali), si è fortemente ridotto a -3,9 punti percentuali" scrivono da Bankitalia.

E l'ottimismo cresce se si guardano alle prospettive dei prossimi due anni. "Il quadro di medio termine rimane favorevole e in lieve miglioramento rispetto all’inchiesta precedente: le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive da quasi il 60 per cento delle agenzie (contro il 55,5 in luglio) e in peggioramento per il 16 per cento (contro il 18,6)" conclude il report.

Un segnale importante per un mercato che vive sempre sulla soglia della bolla speculativa.

FormaReal Estate ha tratto questa ntoizia da: www.bluerating.com

martedì 1 dicembre 2009

Cresce la fiducia dei costruttori

A ottobre, la fiducia delle imprese di costruzione migliora per il terzo mese consecutivo; secondo l’inchiesta condotta dall’ISAE su un panel di circa 500 imprese, il clima di fiducia, considerato al netto dei fattori stagionali e calcolato in base 2000=100, sale passando da 77,4 a 80,4, raggiungendo il valore più elevato da ottobre 2008. Tra le variabili componenti l’indicatore, migliorano decisamente le prospettive sull’occupazione mentre i giudizi sui piani di costruzione registrano un lieve peggioramento.

Gli imprenditori intervistati sono ottimisti per quanto riguarda i giudizi sull’attività di costruzione (il saldo si posiziona sul valore medio di giugno-agosto 2009) mentre le prospettive sugli ordini subiscono un lieve deterioramento. Aumenta il numero degli interpellati che prevede una diminuzione dei prezzi praticati nel settore: il saldo è ancora negativo collocandosi intorno al valore medio di gennaio - febbraio 2009. Torna ad aumentare il numero di imprenditori che non trova ostacoli all’attività; inoltre, tra coloro che dichiarano di averne trovati, prevale ancora l’insufficienza di domanda quale ostacolo principale.

Il recupero dell’indice generale è la sintesi, a livello settoriale, di segnali diversificati: la fiducia migliora nel settore dell’edilizia, mentre si registra un deciso peggioramento dell’indice relativo all’ingegneria civile.

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